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"Cocaina" il docu-film che scioccherà l'opinione pubblica: Gasparri invoca la censura

Andrà in onda nonostante le proteste dell'ex ministro Gasparri il docu-choc sul consumo di cocaina in Italia; sarà solo il primo di una serie di film documentario volti a trattare temi socialmente importanti; temi molto spesso dimenticati da un certo tipo di televisione, volta solo ed esclusivamente a intrattenere.

Il documentario di Roberto Burchielli e Mauro Parissone nasce da un profondo desiderio di mettere alla portata di tutti contenuti che spesso (a causa della nascita delle tv a pagamento) sono diventati di tipo elitario. Con le loro inchieste i due registi si propongono di andare a scavare nel vissuto della gente comune mettendo a nudo fenomeni che spesso il potere cerca di ignorare o sminuire (da qui si capisce la reazione dell'ex ministro che lo considera una vera e propria pubblicità per il consumo della sostanza).
Il docu-choc dal nome ancora provvisorio di Cocaina andrà in onda su Rai Tre il 9 Dicembre e sarà solo il primo di una serie di inchieste che proseguirà sullo stesso canale a Febbraio 2008: emblematico il titolo della serie L'Italia si guarda allo specchio.

Di fronte alle proteste del deputato di An Gasparri immediate le reazioni da parte della maggioranza a difesa della messa in onda. Francesco Ferrante e Franco Ceccuzzi del Pd e il verde Marco Lion rispondono:"Il problema cocaina esiste, è giusto che il servizio pubblico ne parli". E Paolo Ruffini, direttore di Rai Tre, spiega: "Cocaina racconta in presa diretta un mondo che non vediamo anche se è sotto i nostri occhi. È un distillato di realtà confezionato come un film".

E proprio di un distillato di realtà si tratta, con i due registi pronti a seguire i pochi protagonisti della vicenda ad ogni passo, filmando tutto con la telecamera digitale. Le motivazioni sono profondamente valide e Parissone le spiega con queste parole: "Ci interessa vivere i fatti mentre accadono, trattare storie forti, centrali, popolari".
Gli fa eco Burchielli: "Storie che siano accessibili a tutti e non solo a quelli che si possono permettere l'abbonamento a Sky. Dare la possibilità di conoscere, di capire in che paese viviamo non può essere un privilegio a pagamento, ma un diritto civile".
Gli altri film in onda su Rai Tre toccheranno i temi della paura, dell'insicurezza, del senso di giustizia.

Finalmente un prodotto interessante anche sulla tv generalista.

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