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Claude Levi-Strauss, addio al più grande antropologo contemporaneo

Si è spento sabato notte l'antropologo francese Claude Levi-Strauss, uno dei più grandi intellettuali del Novecento. La notizia della morte è stata data dalla sua casa editrice Plon dopo i funerali svoltisi a Lignerolles, in Borgogna. Levi-Strauss il 28 novembre avrebbe compiuto 101 anni. Nato a Bruxelles nel 1908 da genitori francesi, l'antropologo ha vissuto tra Francia, Brasile e Stati Uniti.

Dopo essersi laureato in filosofia alla Sorbona, Levi-Strauss ha dedicato tutta la sua vita allo studio dei popoli primitivi, ai simboli e alle strutture di gruppo. Levi-Strauss è stato il massimo teorico dello strutturalismo che sostiene che tutti gli aspetti culturali di una società siano riconducibili a strutture fondamentali. Tra le sue opere emerge "Tristi Tropici", diario di viaggio con le sue impressioni del mondo primitivo amazzonico e in cui ha raccontato la fine della civiltà delle tribù indie del Brasile a metà degli anni '30.

Una delle citazioni più celebri del grande antropologo è quella con cui ha negato le teorie razziste: "Nulla, allo stato attuale della ricerca, permette di affermare la superiorità o l'inferiorità di una razza rispetto all'altra".

 (foto © LaPresse)

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