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Cina: film su Confucio a scapito di "Avatar"

I riflettori restano accesi sulla Cina e sul 'caso Avatar': di ieri la notizia che le sale cinesi saranno costrette da venerdì a non proiettare la versione 2D del film di James Cameron per far spazio nelle sale alla patriottica pellicola su Confucio. Ma il governo si difende.

La decisione, come recita un comunicato, sarebbe puramente commerciale: sarà possibile gustare il film nella versione tridimensionale, anche se i cinema attrezzati per questo tipo di visione sono pochi. Le opere straniere in Cina non hanno vita facile: pare infatti vi sia una regola non scritta secondo la quale i film cinesi hanno la precendenza nelle sale in specifici periodi dell'anno; inoltre è consentita la proiezione di sole 20 pellicole straniere all'anno.

'Se un film viene tolto o no, è una decisione di mercato. Il governo non interferirà' ha dichiarato un funzionario dell'Amministrazione statale di radio, film e tv. 'La performance al botteghino della versione 2D non è stata eccezionale, mentre è difficile trovare i biglietti per quella 3D. Dunque è normale che la versione 2D sia stata tolta dalle sale' ha aggiunto il vice-capo dell'organizzazione Zhang Hongsen. Chi non riuscisse a vederlo al cinema - lamentano in molti - sarà costretto a procurarsi il dvd pirata, già disponibile per le strade.

Ad ogni modo 'Avatar' può considerarsi un successo anche in Cina, dove ha già incassato 300 milioni di yuan, equivalenti a 43,94 milioni di dollari. La Twentieth Century Fox commenta in maniera diplomatica in una nota: 'Speriamo che gli spettatori in Cina continueranno ad avere l'opportunità di vedere il film, che è stato entusiasticamente abbracciato dal pubblico qui e nel resto del mondo'.

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