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Cannes:ottima accoglienza per Il Divo

Dopo il disappunto espresso dal senatore a vita Giulio Andreotti, Il Divo, il film di Paolo Sorrentino, regista italiano per la terza volta in gara a Cannes, è stato presentato ieri alla stampa internazionale dalla quale ha ricevuto un'accoglienza calorosa.

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Il film racconta la parabola discendente del politico italiano, quei sette anni che vanno dalla costituzione del settimo governo da lui presieduto fino alla prima udienza in tribunale per concorso esterno in associazione mafiosa.

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La pellicola si apre con un glossario che serve a fare un po' di luce per la platea straniera - ma non solo - sulla realtà politica italiana degli ultimi quaranta anni. Passano sullo schermo voci come 'Brigate Rosse', 'Loggia P2', 'Tangentopoli' e subito dopo ha inizio una serie di morti ammazzati, omicidi eccellenti come quelli del generale Dalla Chiesa, di Mino Pecorelli, di Aldo Moro, di Giovanni Falcone.

"Azzardo delle ipotesi, meglio, faccio dei ragionamenti nel regno delle ipotesi - racconta Sorrentino nella sua intervista a cinematografo.it- Nei suoi confronti, si hanno manifestazioni e sentimenti analoghi a quelli per Berlusconi: amore e odio, fascinazione e repulsione".

Sorrentino non vuole dare giudizi, tratta la figura del gerontocrate italiano con un misto di paura e attenzione, accusa e perdono.
Di Andreotti mostra tanto il lato pubblico, cinico freddo ed implacabile, quanto il lato umano e intimo, nel suo rapporto con le due donne della sua vita, la moglie Livia (Anna Bonaiuto) e la segretaria, la signora Enea (Piera Degli Esposti). Il mondo degli affetti è rappresentato da Sorrentino più con gli sguardi e i silenzi che con le parole, ma serve comunque a dare un'immagine inedita del divo Giulio.

A portare sul grande schermo questo personaggio così complesso e multiforme è stato uno splendido Toni Servillo, già apprezzato dalla giuria e dal pubblico di Cannes in Gomorra di Matteo Garrone. Servillo più volte ha affermato di non aver mai incontrato il senatore a vita né tantomeno di averne studiato pose e movenze attraverso filmati, perché l'intento non era quello di arrivare ad una somiglianza fisica, all'imitazione del personaggio. Fin da subito è stato chiaro che l'elemento vincente sarebbe stato arrivare a rendere attraverso la sua figura l'idea del potere che Andreotti stesso incarna, raggiungere e restituire al pubblico l'anima di Giulio Andreotti, obiettivo che Servillo ha raggiunto perfettamente.

Il film uscirà in sala il prossimo 28 maggio, ecco il trailer

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