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Calopresti: un film sul dramma della Thyssen

Dopo la tragedia della ThyssenKrupp, il regista Mimmo Calopresti ha deciso di dare voce al dolore dei parenti e degli amici delle vittime con un film, La fabbrica dei tedeschi, le cui ultime riprese si svolgeranno oggi.

Ecco cosa racconta della sua iniziativa: "Ho invitato tutti: i parenti, gli amici dei ragazzi, non so cosa succederà, non ho preordinato niente"

Durante queste settimane di riprese il regista è rimasto molto colpito dalla solitudine in cui cresce e si affronta il dolore dei parenti delle vittime: "Ho pensato invece che ci dovesse essere un posto, un momento in cui tutti insieme potessero portare la propria pena: esserci insieme. Come in quella scena di Schindler's list in cui ciascuno porta un sasso".

Con questo film Calopresti, figlio di un ex operaio della Fiat e per questo particolarmente sensibile alla vicenda, ha deciso di imprimere su pellicola il dolore che resterà indelebile nella mente di molti, ma che rischia di venir dimenticato dai più una volta che la Thyssen sarà smantellata.

Com'è comprensibile anche la città vuole liberarsi del ricordo del rogo,: "Ho fatto un film perché credo che invece non si debba cancellare la memoria di quello che è successo, c'è chi non potrà farlo mai".

L'idea da cui Calopresti è partito per iniziare le riprese è stata "l'assurdità di una multinazionale in cui le persone spengono da sole gli incendi. Dall'assurdità di lavorare anche 18 ore su 24: per vivere cosa resta?"

Diversi anni fa, 18 per l'esattezza, Calopresti aveva girato un altro documentario, su una realtà a lui molto vicina, dal titolo: Alla Fiat era così. Oggi in fabbrica le cose sono molto cambiate: "L'idea identitaria della classe operaia, quel misto di orgoglio e umiltà dentro cui sono cresciuto: non la trovo più - e prosegue - ti sentivi al centro del mondo. Certo, faticavi: ma sapevi che stavi mandando avanti il Paese. I ragazzi con cui ho parlato adesso si sentono davvero invisibili.

E la mancanza di un comune sentire collettivo si sente anche in una forma, a volte latente, altre più manifesta, di antipolitica che d'altra parte serpeggia per tutto il paese: "Fra i lavoratori c'è molta antipolitica, mi duole dirlo: una distanza forte. Anche una quota di odio per la politica percepita come insieme di interessi altrui. Pochissima fiducia se non la speranza di ricavare da qualcuno qualcosa".

Il film dovrebbe arrivare nelle sale in autunno.

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