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Bud Spencer, 80 anni da campione

Una vita dedicata allo sport e poi al cinema: il grande (in tutti i sensi) Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, domani compirà 80 anni, e festeggia i successi cinematografici, un matrimonio longevo e il fatto di essere rimasto sempre con i piedi per terra.

"Me lo ha insegnato lo sport" racconta a Il Giornale l'attore, campione di nuoto fino agli ultimi anni '50. "Quando nuotavo avevo le donne che volevo, i migliori alberghi e via dicendo. Ma un giorno ti svegli e c’è qualcuno che va più forte di te. E non sei più nessuno. Così nel cinema: il pubblico ti può togliere il successo in una notte".

Nel '50 era stato una comparsa nel kolossal "Quo vadis?", ma il primo film da protagonista lo girerà nel '67, dal titolo "Dio perdona... io no!", scegliendo un nome d'arte ispirato al grande attore Spencer Tracy e alla sua birra preferita, la Budweiser: "Un giorno - racconta - il regista Giuseppe Colizzi chiese a mia moglie Maria Amato: 'È sempre grosso come prima? Ho bisogno di uno così per un western'. Non sapevo parlare inglese nè andare a cavallo, così come compenso chiesi solo di pagarmi due cambiali da due milioni l'una".

Sul set Bud conosce la sua anima gemella cinematografica Mario Girotti, alias Terence Hill ("Negli anni Sessanta e Settanta c’era la moda esterofila di camuffare l’identità di attori e registi"), e insieme girano quasi venti film tra i quali "I quattro dell'Ave Maria", "Lo chiamavano Trinità", "Altrimenti ci arrabbiamo" e "Io sto con gli ippopotami". I due sono amici tutt'oggi, si vedono e si sentono spesso, ma Bud esclude l'idea di un'altra pellicola insieme: "È una questione di decenza, certe cose non posso più farle. Magari Terence sì, dato che ha 10 anni meno di me".

Spencer ha appena terminato le riprese di "Uccidere è il mio mestiere", una produzione tedesca nella quale interpreta il maestro cieco di un assassino. Tra i prossimi progetti, la serie "I delitti del cuoco" dove Bud è un commissario di polizia in pensione che ha aperto un ristorante e dà una mano alla polizia: "Niente a che vedere con Nero Wolf né con Maigret, - ammonisce - semmai c'è qualche somiglianza col mio Piedone, personaggio dei film anni '80".

Sebbene il pubblico lo adori e lo abbia reso un'icona del cinema italiano, l'attore è stato spesso snobbato dalla critica e ha ricevuto più riconoscimenti all'estero che in Italia: "Per fortuna non conosco il rancore. Mi rifaccio con i fan sparsi in tutto il mondo, Russia, Arabia Saudita, Australia e Germania, dove hanno inventato magliette con il mio faccione al posto di Che Guevara. Forse la disattenzione italiana - conclude - è dovuta al fatto che non sono gay, né trans e ho la stessa moglie da cinquant’anni".

Foto da ischiasky.it

Guarda la celebre scena di Bud Spencer e Terence Hill in "Altrimenti ci arrabbiamo"

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