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Brunetta: "Stop ai privilegi nel mondo del cinema"

La bomba, o polemica che dir si voglia, è stata innescata, e Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, continua a sparare a zero contro i finanziamenti allo spettacolo. "L'industria del cinema va trattata come qualsiasi altra industria, quindi senza privilegi" esordisce.

"Gli spettacoli di qualsiasi tipo - prosegue - devono vivere sul mercato. L’equazione cinema uguale cultura, uguale fondi pubblici uguale sprechi, non so dove sta scritto. Si sono prodotti mostri e io denuncio questi mostri". Brunetta ha rilasciato una serie di dichiarazioni con un intervento alla radio Rtl 102.5, riportate nei giorni precedenti da tutti i quotidiani on line.

"Lo Stato - riporta La Voce - ha il dovere di finanziare la cultura e cultura significa scuola, formazione, musei, accademie, conservatori, biblioteche. Altra cosa è lo spettacolo che serve agli uomini per divertirsi, a volte anche per riflettere, ma è qualcosa di diverso dalla cultura. Magari poi lo spettacolo col tempo può diventare cultura. Però accostare lo spettacolo alla cultura è un grande imbroglio".

Dalla raffica di critiche non si è salvata la Mostra del Cinema di Venezia, dove era nato il battibecco a distanza con Michele Placido: "Lì ho visti spiegare come va il mondo da quelli stessi che non avevano capito niente, basta pensare al crollo del Muro".

"Io non voglio sostituire un'egemonia con un'altra - sottolinea il ministro - ma lo spettacolo deve essere meritocratico. Io dico: non diamo un euro ai film, si arrangino. E anche i giornali devono andare sulle loro gambe. Mescolare spettacoli e cultura è un imbroglio - conclude - e gli italiani sono con me".

Guarda il video dell'attacco di Brunetta al Festival di Venezia

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