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Brisseau: il vecchio e il Pardo

  • Ufficio stampa Festival

E' La Fille de nulle part, produzione francese indipendente, film intimista sospeso tra il ghost movie e il kammerspiel diretto dal maestro Jean-Claude Brisseau, ad aggiudicarsi il Pardo d'oro del Festival del film di Locarno 2012. La giuria ufficiale della 65esima edizione della kermesse elvetica ha assegnato alla Francia e alla sua "piccola" e originale opera il podio del vincitore, in linea con i gusti e la cinematografia del suo presidente, il cineasta thailandese Apichatpong Weerasethakul.

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La terza edizione del festival diretta da Olivier Père, che ha trasformato Locarno in un festival orientato al panorama cinematografico internazionale, è stata vinta da un'opera minimalista e interessante girata in digitale e sottesa dall'autobiografia del suo autore, che si ritrae come uno scrittore vecchio e solitario la cui vitalità viene risvegliata da una misteriosa e giovane donna e ravvivata da un'oscura presenza fantasmatica.

Doppietta per l'estremo Oriente con When night falls (Wo Hai You Hua Yao Shuo), che si aggiudica sia il Pardo per la miglior regia, assegnato al coreano Ying Liang, sia il riconoscimento per la miglior interpretazione femminile consegnato all’attrice cinese An Nai, che nel film ha dato eccezionale prova del suo talento nei panni della madre di un assassino che ha ucciso sei agenti di Shangai dopo essere stato picchiato per aver guidato una bicicletta priva di targa. L'opera, un dramma intenso e suggestivo, racconta una tragedia umana con risvolti politici molto importanti.

Va a Walter Saabel, l'attore dalla "faccia sporca" protagonista di The shine of day di Tizza Covi e Rainer Frimmel, che da noi avevano riscosso un discreto successo con La pivellina, il Pardo per la miglior interpretazione maschile.

Assegnato allo statunitense Somebody Up There Likes Me del 35enne Bob Byington, già apprezzato al Sundance, il Premio speciale della giuria. Il film è un romanzo di formazione leggero ma carico di humor e denso di riferimenti hipster. Menzione speciale invece per lo straordinario personaggio Candy nel portoghese A Última Vez Que Vi Macau per la sua "forte presenza attraverso l’assenza, che risuona per la giuria come la dimostrazione dell’immenso coraggio del cinema portoghese in un periodo nel quale gli insuccessi dei governi e dei sistemi sociali minacciano l’arte cinematografica".

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