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"Borderland": omicidi al confine

Una vacanza on the road che si trasforma in un tragico incubo: questa trama, tra le più classiche da film horror, ha ispirato anche "Borderland", pellicola di Zev Berman da domani nella sale italiane.

Il film ha inizio con due poliziotti che irrompono in una casa abitata da una setta, che sacrifica vittime in cambio dell'improbabile dono dell'invisibilità. Uno dei due poliziotti viene catturato e torturato mentre il secondo sarà costretto a raccontare ai superiori ciò che ha visto, mettendoli in guardia: è necessario tenersi lontano dall'abitazione per non fare la stessa brutta fine.

Un anno dopo tre amici partono alla volta del Messico per una vacanza. Ma in una cittadina al confine col Texas il più piccolo viene catturato dalla setta e gli altri due faranno di tutto per salvarlo, con l'aiuto del poliziotto sopravvissuto.

I tre protagonisti sono interpretati da Brian Presley (che presto vedremo in "Streets of Blood" con Sharon Stone e Val Kilmer), Rider Strong (che ha preso parte a diversi film horror come "Cabin Fever") e Jake Muxworthy. Nel ruolo del capo della setta troviamo invece Sean Austin, che ha interpretato l'hobbit Sam nella saga de "Il Signore degli Anelli".

"Borderland" si ispira alla reale vicenda di Adolfo de Jesùs Costanzo, un killer 27enne di Matamoros (paese al confine con gli Usa) che con la sua setta aveva commesso una serie di efferati omicidi. La polizia aprì il caso solo dopo la morte di una ragazzo statunitense e quando giunsero ai colpevoli, Adolfo piuttosto che consegnarsi preferì farsi uccidere con il suo amante.

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