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Biùtiful cauntri: il cinema racconta la "monnezza" di Napoli

"Quello che sta accadendo in Campania è una vergogna nazionale": anche il cinema attacca Stato, imprese e camorra e la loro collusione trasversale per lo smaltimento delle scorie industriali e lo fa con un film di grande coraggio e impegno sociale dal titolo provocatorio: Biùtiful cauntri.

Gli autori sono Peppe Ruggero, Emeralda Calabria e Andrea D'Ambrosio, che per il paese in cui vivono non usano certo parole leggere: "I rifiuti della Campania sono la metafora della pattumiera sociale in cui è finito il nostro Paese", afferma infatti Ruggero il quale con questo film vuole rendere nota la realtà a tutt'oggi taciuta dai principali media di informazione.

"E' falso dire che il problema dell'ecomafia è legato solo all'esubero dei rifiuti urbani. Quella è la punta dell'iceberg di un problema che non ha mai ricevuto la doveresa e approfondita attenzione dei media", afferma Raffaele Del Giudice, rappresentante campano di Legambiente, che ha partecipato al documentario.

Qualcosa si sta muovendo - dichiara Ruggiero - e non mi riferisco tanto alle azioni giudiziarie quanto al formarsi di una coscienza civile nel territorio, quella che Pasolini avrebbe chiamato "disperata vitalià": contadini, allevatori, gente umile che lì è nata e cresciuta, e che ha visto morire ogni cosa nel giro di pochi anni. Questo film è dedicato soprattutto a loro".

Il documentario è stato presentato al Torino Film Festival, dove ha ricevuto menzione speciale, e uscirà nelle sale il prossimo 7 marzo in sole 20 copie distribuite da Lumièree & co., una cifra irrisoria se si pensa alle 700 dei cinepanettoni, o anche alle 500 di Moccia, Muccino e affini, ma rappresenta comunque un traguardo importante, dal momento che gli stessi autori erano convinti che il film non sarebbe mai uscito: qualcosa, forse, si sta muovendo anche nella distribuzione nostrana.

Il film uscirà a una settimana esatta da quella di Forse Dio è malato, il documentario di Franco Brogi Taviani sulla situazione nel continente africano, riguardo a questo tipo di documentari Ruggero afferma: "L'Africa è qui ed è ora che anche i nostri connazionali che scelgono di girare film all'estero se lo ricordino. Perché va bene raccontare l'Africa o il Sudamerica, ma l'Italia chi la racconta?".

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