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Berlinale 2014, i film italiani: "Felice chi è diverso" di Gianni Amelio e "In grazia di Dio" di Edoardo Winspeare

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La Berlinale, arrivata alla sua 64esima edizione, si è aperta ieri nella capitale europea, con una serie di star pronte a sfilare sul red carpet e una giuria composta, tra gli altri, da Christoph Waltz, Uma Thurman e Bradley Cooper.

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Ad inaugurare l'evento, che si concluderà il 16 febbraio con la cerimonia finale, è stata la pellicola di Wes Anderson, The Grand Budapest, e tanti saranno i film chiamati a contendersi la vittoria e l'Orso d'Oro.

Tuttavia, come già avveniva l'anno scorso, l'Italia non presenzierà tra le file del concorso, ottenendo comunque buona visibilità con tre titoli inseriti nella sezione Panorama, sezione dedicata ad un tipo di cinema alternativo e inedito rispetto a quello più commerciale.

Gianni Amelio parteciperà il 10 febbraio con il suo Felice chi è diverso, un documentario dedicato alla scena omosessuale italiana che, attraverso ricordi e tabù svelati, si profila un segreto ritratto della storia del '900. Il lancio del film è coinciso con il coming out del regista stesso.

Il secondo titolo è In grazia di Dio diretto da Edoardo Winspeare, che parteciperà con il titolo internazionale "Quiet Bliss" nella giornata dell'11 febbraio.

Sullo sfondo della crisi, si intrecciano le storie di quattro donne salentine, appartenenti alla stessa famiglia. Girato con un ridotto budget e grazie all'impegno di attori non professionisti, "In grazia di Dio" racconta le difficoltà e le necessità che si nascondono dietro all'atto della sopravvivenza in tempi duri.

L'ultima pellicola italiana, sempre inserita nella sezione Panorama, sarà quella del regista di origini americane e brasiliane Jonathan Nossiter, Natural Resistance, presentato in anteprima mondiale nella giornata dell'8 febbraio.

Il film, realizzato con la collaborazione della CIneteca di Bologna, mescola realtà e finzione per parlare di un'Italia fatta di distese naturali, colline e vigneti, attraverso cui si riscopre un sapore genuino e intenso che costituisco l'identità di quegli stessi luoghi, protagonisti silenziosi e involontari. La pellicola si trova ad affrontare con coraggio ed ironia la dura lotta di resistenza dei vignaioli naturali contro le leggi fissate dall'Unione Europea e dalle associazioni di viticoltori.

Infine, tra le poltrone della giuria internazionale comparirà il volto dell'attrice e regista Valeria Golino, cui è affidato il compito di premiare la miglior opera prima.

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