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"Baciami ancora": realismo o pessimismo, questo è il problema

 di Marta Marrucco

Non era difficile rispecchiarsi nei trentenni sognatori e immaturi de 'L'Ultimo bacio': al di là delle esigenze personali che lo spingono ad esprimere un punto di vista che lui definisce soggettivo, Gabriele Muccino sapeva che il pubblico sarebbe tornato in sala dieci anni dopo per conoscere il destino dei suoi protagonisti in 'Baciami ancora'.

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Una rimpatriata fra amici per tirare le somme sulla vita di quei personaggi che li hanno resi famosi. Stefano Accorsi, PierFrancesco Favino, Claudio Santamaria e compagni, tutti riconoscenti a Muccino, dunque, tranne le due protagoniste femminili, Giovanna Mezzogiorno e Martina Stella: la prima è stata sostituita da Vittoria Puccini in un ruolo meno intenso per motivi di copione rispetto al film precedente; della seconda invece non si è avvertita la mancanza.

Il regista romano non gradisce l'appellativo di 'pellicola generazionale': il percorso dei suoi protagonisti simboleggia quello vissuto da lui, da trentenne impreparato alle responsabilità a quarantenne che cerca di riparare ai propri errori. Ma se ne 'L'Ultimo Bacio' Muccino era stato capace di tracciare profili nei quali il pubblico ha saputo riconoscersi, in quest'ultimo film manifesta un pessimismo che può risultare estremo.

La visione del cineasta sulla coppia, sulla famiglia e sulla società non è mai stata rosea, questo è vero; ma come l'happy ending al cinema spesso appare fittizio, anche un quadro nero della storia può risultare eccessivo. In conferenza gli attori hanno difeso il copione suggerendo lecitamente che non bisogna apprezzare una pellicola solo perchè ci si immedesima, che si provano emozioni anche rispetto ad una condizione estranea alla propria vita.

Ciò non giustifica il fatto che Muccino abbia immerso i cinque protagonisti maschili e le loro compagne fin dai titoli di testa in una fase dolorosa del proprio percorso, senza regalare nemmeno ad uno di loro il beneficio di un matrimonio riuscito o di una realizzazione personale. Vero è che la vita non è tenera con nessuno, e che senza intoppi da risolvere il film diviene noioso: 'Non troverete personaggi pacati nei miei film' ha dichiarato Muccino. E' una scelta registica, quindi: o tutto o niente.

Nel primo film le storie degli altri ragazzi ruotavano attorno a quella di Carlo e Giulia, alias Accorsi e Mezzogiorno: lei aspetta un bambino, lui non è pronto e si infatua di un'adolescente. In 'Baciami ancora' tutte le vicende sono più o meno sullo stesso piano, regalando la possibilità ad attori come Favino o Sabrina Impacciatore di venir fuori in tutta la loro bravura; c'è chi invece non è in grado di reggere un ruolo più centrale come Daniela Piazza (moglie di Favino nel film) che risulta goffa e monoespressiva.

Dalle interviste si evince che Muccino, dopo questa parentesi italiana, tornerà presto a Hollywood per dedicarsi a progetti con Keanu Reeves e Will Smith. Le sue pellicole americane non avevano lo stesso realismo e immediatezza dei precedenti spaccati nostrani, come 'L'Ultimo bacio' o 'Ricordati di me'.

Ma visto quest'ultimo progetto, che resta comunque un buon film, è chiaro che Muccino avrebbe bisogno di una sana iniezione di fiducia per il futuro. Potrebbe chiedere consiglio a Jovanotti, che ha scritto una canzone per il film nella quale parla della vita con parole semplici, ma che comunicano la speranza che manca in 'Baciami ancora'.

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