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"Avatar", tecnologia all'avanguardia

E' stato definito "una rivoluzione nella storia del cinema" ma cos'è che rende "Avatar" una pellicola all'avanguardia? Il Corriere della Sera ha esplorato le tecnologie adoperate da James Cameron per questo kolossal da 300 milioni di dollari, che si prepara ad invadere le nostre sale fra tre giorni.

Anzitutto, il nuovo modo di fare cinema sperimentato dal premio Oscar regala un rinnovato potere nella mani del regista, figura che in passato temeva l'alterazione della propria opera in post produzione. "Il regista ora non chiede più di avere qualcosa come lo desidera ma prende la videocamera, gira quello che vuole come lo vuole, e chiede al reparto effetti visivi di farlo sembrare reale" ha spiegato Joe Letteri, responsabile degli effetti di "Avatar".

Quelli destinati alla modifica in post produzione adesso possono ricreati in tempo reale, anche grazie alla performance capture: sensori applicati sul viso e sul corpo degli attori che recitano dinanzi a un telone verde. Così è accaduto in "Avatar", quasi interamente ambientato in un grande magazzino vuoto e fornito di pareti verdi e sensori.

I movimenti degli attori sono registrati dai sensori che emanano luci infrarosse catturate dalle speciali telecamere: essi sono riprodotti in maniera tridimensionale, così come accade per le espressioni del volto. Le immagini sono infine affidate alla Weta, una delle migliori compagnie di effetti speciali, per rendere i dettagli più reali e definiti.

E' stato Cameron stesso a brevettare il nuovo modello di telecamera che permette al regista di essere all'interno del set virtuale: anche Steven Spielberg è stato contagiato dall'"Avatar mania", adopereando la stessa tcnologia nel film "Tintin". Di certo l'innovativa pellicola ha aperto un nuovo orizzonte nell'industria cinematografica.

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