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Asia Argento: addio al cinema come attrice

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di Marta Gasparroni

Figlia d'arte e spesso sotto l'occhio della critica, Asia Argento sembra decisa a lasciare la prorpia carriera da stella per dedicarsi a quello che ha sempre amato: la regia.

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Battuto l'ultimo ciak del suo terzo film da regista, Incompresa, Asia Argento è decisa a coltivare quella passione che non l'ha mai abbandonata.

Il film, una rivisitazione al femminile di quell'"Incompreso" di Luigi Comencini, presentato al Festiva di Cannes nel 1967, segna il ritorno alla regia dell'attrice dai tempi di "Ingannevole il cuore più di ogni cosa", del 2004.

Per quest'ultima fatica, l'attrice ha diretto la figlia Anna Lou, anch'essa bambina prodigio al pari della mamma, già al lavoro con registi come Ozpetek e Virzì, che qui recita al fianco di Charlotte Gaisbourg e Gabriel Garko.

In un'intervista a Repubblica.it, Asia Argento afferma: Da bambina sono cresciuta troppo in fretta, sempre in mezzo agli adulti. Da adulta sono sempre in mezzo ai bambini. Recitare in un film a quell'età dev'essere un gioco, ma è anche un lavoro, con regole precise, orari.

Attrice, regista e sceneggiatrice, Asia Argento ha mosso i primi passi nel mondo del cinema al fianco di Sergio Citti e a soli 9 anni, a 13 otteneva già il primo ruolo di protagonista e a 18 conquistò il primo David di Donatello.

Nella scalata alle vette di celluloide, recitò con alcuni tra i migliori registi nel panorama del cinema italiano contemporaneo, tra cui Michele Placido, Nanni Moretti e Cristina Comencini, coltivando sempre il suo ruolo di musa in molti film diretti dal padre Dario Argento.

Ora, convinta di aver dato tutto quello che poteva come stella cinematografica, diva tra le più discusse di sempre, dichiara, sempre su Repubblica.it:Comunque, tornare alla cinepresa è stato bellissimo e mi ha fatto capire che è questo che voglio. Non reciterò mai più. O forse sì, qualche volta, per soldi. Di fare l'attrice non ho davvero più né voglia né fantasia e forse non l'ho mai avuta.

In un richiamo nostalgico al cinema italiano degli anni passati, "Incompresa" è ambientato negli anni Ottanta e sviluppa la storia di una bambina di 9 anni che vive la separazione dei genitori, attraversando quel misto di sentimenti tra angoscia e liberazione tipico di quel mondo, spesso non capito dagli adulti.

Così, Asia Argento, nel ricordo di un cinema che sembra svanito, chiude la sua intervista: In fondo il cinema è l'unica forma di comunismo ben realizzato. Per fare grande un film serve in eguale misura il lavoro di tutti, dalla costumista al regista, dagli attori agli operai, ai tecnici del suono. Questo senso della fabbrica collettiva, dove tutti sono importanti, i De Sica, i Fellini, i Pasolini l'avevano, forse anche per formazione politica e ora non esiste più.

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