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Andreotti si infuria per Il Divo

Alla proiezione in anteprima a Cannes de Il Divo, Giulio Andreotti, alla cui vita il film è ispirato, il nostro senatore a vita si è letteralmente infuriato.

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Perdere la calma si sa, non è un fatto consueto per il sornione politio italiano che invece ieri ha manifestato grandi segni di stizza. Seduto in prima fila si agita e poi sbotta «eh no, questo è troppo» e minaccia di andarsene. Ma poi resta, per vedere fino alla fine come Sorrentino, il regista, lo ha ritratto.

Alla fine della proiezione il suo commento sulfilm di Paolo sorrentino, uno dei noistri migliori registi, è stato: "Maligno e cattivo, una mascalzonata".

Che il film non sarebbe stato una celebrazione della vita politica del Divo Giulio, non avevamo certo dubbi e fin dall'inizio Andreotti non si era dimostrato entusiasta dell'operazione, commentando in modo pungente: "Potevano almeno aspettare che morissi".

Quello che proprio non è andato giù al senatore è stato il modo in cui Sorrentino ha affrontato il caso Moro e le sottili insinuazioni sul suo ruolo nella vicenda: "Non è corretto raccontare la sua morte come se ci fosse dietro qualcosa oltre le Br. La politica ci ha diviso. E le correnti, certo. Ma io e Moro ci conoscevamo da una vita, lui non voleva neanche fare politica ma studiare. È stato lui a designarmi come successore della Fuci. I giorni del suo rapimento sono stati durissimi e tornano. Anche per me".

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