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Addio al regista Eric Rohmer

Il mondo del cinema perde uno dei suoi più illustri rappresentanti: ieri a 89 si è spento a Parigi Eric Rohmer, padre fondatore insieme ad altri celebri colleghi del movimento cinematografico francese per antonomasia, la Nouvelle Vague. Ad annunciare la scomparsa del regista è stata la sua produttrice, Margaret Menegoz.

Rohmer era nato il 1° dicembre 1920 a Nancy con il nome di Jean-Marie Maurice Scherer. Prima di entrare a fare parte del mondo del cinema, fu insegnante di letteratura e giornalista. Giovanissimo, frequentò altri giganti quali André Bazin, Jacques Rivette e Jean-Luc Godard, che nel '51 diventeranno i Cahiers du Cinema, fondatori dell'omonima rivista.

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Al '59 risale il suo primo lungometraggio, "Il segno del leone", e negli anni seguirono "La collezionista" (vincitore dell'Orso d'argento a Berlino), e "La mia notte con Maud", che fa parte della serie "Racconti Morali". Il cineasta realizzò altre opere legate fra loro da una tematica portante, in cicli quali "Commedie e proverbi" e "Racconti delle quattro stagioni".

Negli anni '70 riceve un premio speciale della giuria a Cannes grazie a "La Marchesa Von...", nell'86 vince il Leone d'Oro a Venezia con "Il raggio verde", e tornerà al Lido nel 2001 per ricevere il premio alla carriera. Instancabile lavoratore fino a tarda età, l'ultimo film di Rohmer risale al 2007, dal titolo "Gli amori di Astrea e Celadon", presentato anch'esso a Venezia.

Oltre al talento dietro la macchina da presa, di Rohmer era noto il suo essere monarchico e l'atteggiamento schivo nei confronti della celebretità. Come riporta Il Messaggero, di sè stesso disse: "Non accompagno mai i miei film in pubblico perché penso non abbiano bisogno di spiegazioni e perché il cinema non è tutto il circo che gli si forma intorno. Per continuare a farlo ho bisogno di vivere la mia vita, entrare nei musei, passeggiare in campagna".

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