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Addio al Premio Nobel José Saramago

Lo scrittore portoghese Josè Saramago si è spento nel primo pomeriggio nella sua casa sull'isola di Lanzarote, nelle Canarie, all'età di 87 anni. Al suo fianco la moglie Ida Reis, da cui ha avuto una figlia, Violante, nel 1947. Nel 1998 era stato insignito del Premio Nobel per la letteratura.

La sua carriera di scrittore è sempre stata caratterizzata dalle polemiche a partire dal suo essere sostenitore, attraverso le sue opere, dell'iberismo, il pensiero secondo cui nella penisola Iberica ci dovrebbe essere una sola identità' politica. Non è stata facile la sua vita da letterato sopratutto dopo le accuse di antisemitismo per le sue dichiarazioni:

'Gli ebrei non si meriterebbero più comprensione per le sofferenze patite durante l'olocausto. Vivere nell'ombra dell'olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni'.

Altre polemiche hanno suscitato i suoi libri, soprattutto nei confronti della religione, con la sua opera 'Il Vangelo secondo Gesù Cristo'. Il suo ateismo e le sue opinioni in merito gli hanno creato dei problemi con la Santa sede ed è stato attaccato anche sul suo libro 'Caino' in cui ha fortemente criticato la Chiesa cattolica portoghese e la Bibbia, definendo Dio 'vendicativo, rancoroso, cattivo, indegno di fiducia'. Per questo andò in esilio alle Canarie dove ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita esprimendo le sue idee attraverso un blog.

E online ha attaccato il Presidente Silvio Berlusconi definendolo 'un delinquente', per questo Einaudi si rifiutò di pubblicare alcuni suoi lavori. Tra le sue citazioni: 'Il viaggio non finisce mai, solo i viaggiatori finiscono'.

Intervista a parla con me di Josè saramago

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