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Addio ad Alberto Ronchey

Si è spento a Roma il 5 marzo, all'età di 83 anni, Alberto Ronchey, giornalista e scrittore italiano, nonché ministro dei Beni culturali nel primo governi Amato e nel governo Ciampi. Laureato in Ingegneria ed Economia, Ronchey da giovanissimo ha iniziato la carriera giornalistica. Ha diretto il quotidiano La Voce Repubblicana, è stato poi direttore de La Stampa (1968-1973), ha svolto un'intensa attività pubblicistica come editorialista de Il Corriere della Sera e de La Repubblica, oltre che di alcuni settimanali, è stato poi presidente della società Rizzoli Corriere della Sera.

Ronchey è famoso anche per aver coniato neologismi entrati immediatamente nell'uso comune, tra questi si ricordano il termine 'lottizzazione', adottato per definire l'abitudine dei partiti di spartirsi le nomine negli enti pubblici, e il termine 'fattore K', utilizzato per la prima volta in un editoriale de Il Corriere della Sera del 30 marzo 1979, con cui indicava 'nella presenza del Partito comunista più forte dell'Occidente l'handicap che impediva alla sinistra italiana di presentarsi unita come una credibile alternativa di governo al predominio democristiano'.

Numerosi i libri da lui scritti, da 'La Russia del disgelo' 'L'ultima America' 'Usa-Urss: i giganti malati' nei quali ha indagato le due super potenze della Guerra Fredda, ad 'Accadde in Italia' 'Chi vincerà in Italia?' 'Atlante italiano' attraverso i quali ha criticato la classe politica del nostro Paese.

 (foto © LaPresse)

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